Recensione Deep Valley Blues – Deep Valley Blues su Music Map

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Giandomenico Sestito (voce e basso), Umberto Arena (cori e chitarra), Alessandro Morrone (chitarra) e Giorgio Faini (batteria) sono i Deep Valley Blues, formazione catanzarese che ha da poco debuttato con un disco omonimo sospeso fra hard rock e stoner ma infarcito di psichedelia e di rimandi al southern. A “Deep Valley Blues” stanno un po’ strette le rigide classificazioni di genere, dato anche l’approccio sperimentale che caratterizza il lavoro. Le sette tracce sono state rigorosamente autoprodotte e sono figlie del gusto per la ricerca musicale. È “Space Orgasm” l’epicentro emozionale di un disco che fa, comunque, dell’equilibrio uno dei suoi punti di forza: la trama del pezzo offre sviluppi interessanti, le atmosfere cangianti sintetizzano alla perfezione le diverse anime dei Deep Valley Blues. La titletrack, che apre il disco, inizia lentamente prima che le chitarre inizino a tracciare riff robusti e muscolari. Gli stop & go si susseguono fino a una concitata fase centrale, mentre “Hell Of A Month” sembra tradire un’attitudine quasi punk. “Ashes In The Wind” disegna scenari desertici in chiusura prima di deflagrare, di rallentare e ripartire lentamente. Il corposissimo finale del pezzo è la chiusura migliore possibile per un disco che mette già in mostra molto del talento del quartetto calabrese i cui margini di miglioramento sono ancora parecchio ampi. (Piergiuseppe Lippolis)

 

 

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