Recensione GroG – Men of Low Moral Fiber su Music Map

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Da Reggio Calabria arriva il duo dei Grog (quattro mani e quattro piedi che sembrano cento) con il suo secondo Ep, pubblicato dalla “Musichette Records”. Si tratta di “Men Of Low Moral Fiber”, lavoro breve ma intenso, corposo musicalmente nonostante le sole quattro tracce che lo compongono. Luigi Malara (basso, glockenspiel, clavietta e tastiere) e Filippo Buglisi (batteria e tastiere) danno sfogo alla loro energia e la trasmettono allo stesso tempo, con sonorità grezze, sporche ma elaborate al punto che ipnotizzano l’ascoltatore con sperimentazioni noise. Melodie si fondono con rumori e suoni disturbati già a partire da “The Great Jeeg In The Sky”, opening track che in due minuti detta le regole essenziali dello stile Grog. “Got Ham” si snoda su una accattivante ritmica basso-batteria con incursioni rabbiose di tastiere: quasi tre minuti di delirio e furia per un brano che si presta a travolgenti esibizioni live. “Give More Water, Please Everybody” gioca su tempi e controtempi, con rumori assordanti alternati a momenti di stasi in cui basso e batteria fanno tirare il fiato, senza però perdere di vista l’energia del ritmo, sorretti da tastiere che creano suspense. Si chiude “la bassa fibra morale degli uomini” con “L.A. Crime”, sette minuti che rappresentano un crescendo emotivo dove il suono lineare del basso e della batteria dominano la scena creando un’atmosfera rilassante e lontana dalle sonorità rabbiose delle tracce precedenti. L’ingresso delle tastiere a metà del brano rompe la staticità che stava rischiando prendere il sopravvento e porta alla conclusione di un lavoro che lascia nell’ascoltatore un senso di appagamento acustico. L’Ep dei “Grog” è un capolavoro concentrato che merita di essere ascoltato e riascoltato ma che allo stesso tempo genera la trepidante attesa verso l’uscita di nuove interessanti sperimentazioni sonore. (Angelo Torre)

 

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