Recensione (AllMyFriendsAre)Dead – Wonders from the Grave su Music Map

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Gli (AllMyFriendzAre)Dead sono una band reggina attiva da quasi dieci anni, giunta al terzo disco intitolato “Wonders From My Grave” rilasciato in questo 2015. Il sound proposto è figlio dell’inusuale abbraccio fra punk e rockabilly classico, ed è caratterizzato da una notevole rapidità d’esecuzione: sonorità travolgenti, ritmi molto ballabili e ottima resa in sede live assicurata. I reggini hanno tentato di approcciarsi alla modernità riproponendo un genere che fu e, come accade spesso in questi casi, il rischio di diventare schiavi dei propri modelli era dietro l’angolo. Ma gli (AllMyFriendzAre)Dead hanno ampiamente superato la prova, dimostrando di possedere una personalità fortissima: gli unici a cui somigliano, in effetti, sono loro stessi. Pur essendoci poche variazioni al tema “punk’n’roll”, il disco scorre fluido nonostante un minutaggio abbondante: frequenti sono gli echi garage, mentre è raro che, fra punk e rockabilly, uno dei due generi riesca a prevalere sull’altro. È ottima la cover di “Too Drunk To Fuck” degli storici Dead Kennedys: fedele all’originale, stesso piglio incendiario e un sound un pelo meno grezzo di quello degli americani. Ma funziona tutto bene anche quando i calabresi regalano digressioni come la blueseggiante “A Killer Also Known As God”. Vige un sostanziale equilibrio fra le restanti dieci tracce, tutte egualmente riuscite ed ispirate, al punto da render difficile la scelta di un pezzo che possa dirsi il migliore del lotto. Ciò che conta è che gli (AllMyFriendzAre)Dead abbiano confezionato un prodotto autentico e raffinato e dalle grandi potenzialità anche in prospettiva concerti. (Piergiuseppe Lippolis)

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