Intervista Fall of Minerva su InfoOggi GrooveOn

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Da dove nasce il sound dei Fall of Minerva e da quali band del passato traete ispirazione?

Il nostro sound è variato moltissimo di anno in anno, specialmente appunto in questo nuovo disco abbiamo messo gran parte di ciò che ci caratterizza. Possiamo citare band del passato, come Deftones che, come formazione di base, sono una componente irrinunciabile per una band come la nostra, ma anche l’aggressività di band come Norma Jean, The Chariot, gli ambienti dei Rinoa e dei Devil Sold His Soul. La nostra band preferita, almeno per il tempo in cui sono rimasti in attività, è sempre stata Underoath. Infine tra le band italiane vanno citati gli Amia Venera Landscape, specialmente quando abbiamo iniziato a suonare, e band strumentali come gli Ornaments.

Parlateci di Portraits.

Portraits è stata una gran fatica e una bella sfida, non avevamo mai scritto un disco intero, il massimo era stato Seasons (autoprodotto nel 2013) nel quale sono contenuti 6 pezzi, di cui una strumentale e un interludio. Nel complesso però, tutto è stato piuttosto naturale, non ci sentiamo di avere inserito dei pezzi per fare numero, anzi, è stato un gran problema decidere quali pezzi valorizzare a disco finito. Dal punto di vista musicale possiamo dire che abbiamo cercato di variare, ci sono pezzi che potremmo dire sono “classici” nostri, o meglio, con un stile che abbiamo già usato in passato, ma anche dei tentativi di novità, con linee più melodiche sia strumentalmente sia sulle scelte vocali. Allo stesso tempo però abbiamo scritto anche i pezzi più violenti di sempre.

Per la prima volta abbiamo provato a spingerci oltre il solito inglese e a scrivere una canzone in italiano, con l’aiuto di Luca Rocco degli Storm{O} abbiamo provato questo esperimento che ha convinto subito tutti, anche quelli tra di noi che inizialmente erano più perplessi a riguardo. Così è uscito Träume, primo singolo che abbiamo lanciato lo scorso Novembre per annunciare l’uscita del disco.

Il disco sarà distribuito in digitale per Basick Records (Uk) il 25 Marzo, e in copia fisica il 27 Marzo per Overdrive (It), come siete arrivati a queste etichette?

La prima tra le due etichette che ci ha scritto, ancora un annetto fa, è stata OverDrive. Non conoscevamo i ragazzi ma ci hanno dato subito una bella sensazione, poi si è parlato di come organizzare i lavori e decisamente siamo stati felicissimi di come hanno impostato le cose, di come ci hanno spinto e aiutato nella promozione, di come si sono presi cura della realizzazione del disco e per come ci hanno spronato ad affacciarci anche a realtà internazionali come Basick Records o le etichette distributrici (vedi ad esempio Goodfellas o Unquiet Records).

Basick Records è una grande, grandissima soddisfazione che abbiamo raggiunto con questo disco. Dopo le registrazioni avevamo provato a contattare qualche altra etichetta estera, pur sapendo che il disco sarebbe uscito per OverDrive, appunto per darci la possibilità di essere visibili anche fuori dal panorama italiano, onestamente ci aspettavamo molto meno, visto anche il fatto che al giorno d’oggi qualunque band abbia un disco tra le mani lo invia a qualsiasi etichetta esistente intasandone la casella di posta e rendendo impossibile, per le labels, l’ascolto di tutto ciò che viene proposto.

Fatto sta che, qualche settimana dopo, ci ha risposto Megan, dicendoci che aveva attentamente ascoltato il disco e che vi era l’interesse nel collaborare; inutile dire che ne siamo stati entusiati. Lo staff di Basick sta facendo un lavoro veramente straordinario con noi, molto più di quanto avremmo potuto aspettarci da un etichetta di tale spessore.

Il 27 Marzo al Bocciodromo di Vicenza ci sarà la presentazione del vostro disco, cosa si dovrà aspettare il pubblico?

Abbiamo in serbo un paio di sorprese, suoneremo quasi tutto “Portraits” e abbiamo intenzione di riprodurre i brani nel modo più “fedele” possibile alle registrazioni, chi sarà presente capirà in seguito il significato di questa frase.

Detto questo le band che abbiamo scelto voluto ci fossero a darci man forte (Storm{O} e Thalos) sono tra le migliori in circolazione nella nostra zona, perciò veramente non vediamo l’ora che sia il 27.

Abbiamo letto l’annuncio del vostro ritorno in Russia, quali sono le vostre aspettative? Avete altre cose in programma che potete svelarci?

Sì, siamo felicissimi di tornare in Russia finalmente, dopo quasi 3 anni dal nostro primo tour. Siamo rimasti sempre in contatto in questo tempo, sia con i promoters sia con le persone che avevamo conosciuto la volta scorsa, ed è bello accorgersi che nonostante il tempo vi è ancora un base solida di persone che verranno ad ascoltare i nostri concerti e che non hanno mai smesso di supportarci, seppur così lontani da noi.

E’ probabile che dopo questo tour ne seguirà un altro prima dell’estate, in Europa, e poi chiaramente vedremo di promuovere il disco anche in Italia con qualche concerto estivo che annunceremo a breve.

Prima di salutare i lettori di InfoOggi GrooveOn, indicateci tre album che per voi sono stati fondamentali.

Ce ne sarebbero moltissimi, ma possiamo citare:

Rinoa – An Age Among Us

Underoath – Define The Great Line

Cult Of Luna – Somewhere Along The Highway

 

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