Recensione (AllMyFriendsAre)Dead – Wonders from the Grave su Traks

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Wonders from the Grave è il nuovo disco di (AllMyFriendsAre)Dead, il terzo della carriera della band calabrese dedita al garage e a generi consimili. Coprodotto con Overdrive Records ed il supporto di LamorfaLab Studio Creativo. Il gruppo, un sestetto, di presenta in questa inconsueta formazione: FranTz (voce) – Succo (batteria) – MeltedMan (basso) – El Pez (chitarra, voci) – Gicass (chitarra, voci) – Elmore Penoise (chitarra, tastiere, voci).

 

(AllMyFriendsAre)Dead traccia per traccia
Veloce, potente e aggressiva: questi tre aggettivi, che si adattano bene a molti dei brani del disco, caratterizzano Alice in Wonderbra, che inizia a introdurre una tematica sessuale non troppo celata nell’album. Più influenzata dal blues e con un andamento più scanzonato Shake my Sheep, che ha qualche tratto palesemente ironico ma non si dimentica mai di picchiare duro.

Shot from the ceiling imposta un ritmo intenso ma non furibondo e lo colora con una chitarra di sapore western, ancora una volta alla ricerca del divertimento puro. Do you believe it continua a fare una certa dose di rumore, condendo il tutto con grida da mandriano: di certo non profonda, ma d’impatto e infatti scelta come singolo d’apertura.

Si alzano di nuovo i giri del motore con Surf Service, fumante di schitarrate. E dopo il pestato consistente di Too Old for the City, Too young for the Hell, ecco l’atmosfera di nuovo tarantiniana di Belzeboobs, che conta su un simpatico invito “fuck me fuck me” ripetuto a mo’ di ritornello. E dopo la prolungata escursione strumentale Jackie Treehorn, potente ma anche modulata secondo le varie fasi del pezzo, ecco la cover di Too Drink to Fuck dei Dead Kennedys, eseguita con una certa furia e molto adatta per chiudere i live.

Qui non si chiude ancora niente perché prima ci sono dei conti da regolare con Dio nella peraltro tranquilla A Killer also known as God, mentre c’è minore tranquillità all’interno di Whoopy Groupie, con un drumming ripetitivo ma in evidenza. Qualche pizzico si 60s e di Doors si fa largo in Hallo Spanking, titolo di notevole vaglia e ballata vintage con vari sapori mescolati che chiude il lavoro.

Piacciono, di (AllMyFriendsAre)Dead, lo spirito e la capacità di citare senza appiattirsi sulla citazione. Il risultato delle varie passeggiate a volte vintage a volte cinematografiche della band è un disco per lo più divertente, ben suonato e ricco di sensazioni positive, a dispetto dell’immaginario piuttosto funebre adottato dalla band.

 

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