Recensione selvə – eléo su Il Meglio di Internet

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eléo, secondo album dei selvə, trio post-black/screamo di Lodi, si presenta come un lavoro abbastanza breve, solo 4 tracce per un totale di 32 minuti circa. L’album apre con “soire”, un pezzo dove le influenze post-black e screamo sono presenti e preponderanti soprattutto nella prima parte, mentre sul finale si sentono alcune classiche sonorità tipicamente post-rock. Il secondo brano, “alma”, si presenta come meno “coerente”, rispetto a soire, in quanto si passa da un attacco molto aggressivo, sporco, distorto, a sonorità via via più definite e chiare, fino a ritrovarsi di botto a sentire un piccolo, piacevolissimo intermezzo d’archi suonati da Nicola Manzan che introduce un finale  molto vicino al post-rock più di buon cuore. Terzo pezzo è “indaco”, un brano che sicuramente dà il meglio di sé su un palco: più brutale di quelli che lo precedono, la prima metà è un continuo attacco che non dà la possibilità di respirare all’ascoltatore, concedergli improvvisamente un ampio momento di calma e farlo poi ripiombare nella fitta atmosfera iniziale. Infine “nostàlgia”, che parte collegandosi al finale di indaco e conclude l’album su una nota di dark ambient niente male; brano molto atmosferico, riesce a suo modo a essere liberatorio senza mai però permetterti di lasciarti andare davvero, buona conclusione per un buon lavoro.
In generale l’album è realizzato discretamente, i membri dimostrano chiaramente di non essere dei novellini e lo fanno a più riprese, anche se eléo, nonostante tutto, manca un po’ di aggressività, di mordente. Da apprezzare la coesione di tutto il progetto e le inaspettate influenze di sonorità a la Mono/Mogwai, che insieme a tutto il resto contribuiscono a un suono che alla fine, tutto sommato, funziona eccome.
(Marco Meloni)

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