Captain Mantell – Bliss

15,00

12″ Gatefold LP
180g. Coloured
Black Inner sleeve

Esaurito

Categoria:

Descrizione

TRACKLIST

1. Love Hate
2. With My Mess Around
3. To Keep You In Me
4. The Ending Hour
5. Side One
6. Dead Man’s Hand
7. Ugly Boy
8. Wait For The Rain
9. The Age Of Black
10. The Day We Wainted For
11. First Easy Come Then Easy Go
12. Better Late Than Now
13. Picture Me Floating
14. Won’t Stop
15. King Without The Crown (Bonus Track)
16. Not A Word About Me (Bonus Track)

Quinto album dei Captain Mantell, power trio guidato da Tommaso Mantelli (omonimo del Capitano Thomas Mantell, primo pilota a morire inseguendo un UFO). Registrato e mixato nel 2014 tra Veneto e Abruzzo anche con la partecipazione di graditi ospiti quali Liam McKahey (Liam McKahey and the Bodies, Cousteau) che regala una sublime traccia vocale su Side On, Nicola Manzan (Bologna Violenta, Menace, Ulan Bator) che mette il suo tocco nell’arrangiamento di alcuni brani, la violenza dei Bleeding Eyes e la pazzia di DJ Muto.

Un lavoro ispirato alle radici del rock che rappresenta un deciso punto di svolta stilistica per la band. La matrice compositiva rimane la medesima di sempre, pop ma capace di soluzioni sempre originali. Il raggio d’azione pero’ si muove verso orizzonti piu’ vasti, anche grazie all’introduzione del sassofono, capace di evocare nuove suggestioni.
La versatilità compositiva della band emerge più che mai, come una macchina del tempo impazzita attraverso la storia del rock che salta dai King Crimson a Jack White, dai Beatles ai Nirvana, da John Zorn a Jeff Buckley. Le ritmiche potenti dell’Ammiraglio Dix, il sassofono sperimentale del Sergente Zags, i riff di chitarra che sembrano usciti dall’epoca d’oro del rock creano delle basi sonore perfette per la voce del Capitano Mantell, espressiva ed efficace nei pezzi piu’ tirati come nelle ballad. I testi, cupi e disincantati ma con una vena di speranza ci accompagnano poeticamente alla ricerca della beatitudine (Bliss) intesa come evasione dallo stile di vita moderno e simbolicamente rappresentata attraverso la rivincita sulle rigide regole delle macchine elettroniche che fino ad ora avevano governato il suono della ciurma.